Nel pieno della crisi di Cuba si verificò un episodio su cui la storiografia non ha ancora fatto piena luce.
Il 27 ottobre 1962 un aereo-spia americano U-2 sorvola il territorio sovietico e per circa due ore nessuno ne dà notizia al Presidente Kennedy o al Segretario alla Difesa Robert McNamara, in quel momento impegnati nella ricerca di una soluzione alla crisi caraibica con Fidel Castro e Nikita Khruscev.
Il National Security Archive, cui si deve il lancio della notizia, ha notato che i documenti sul caso U-2 sono ancora classificati come Top Secret, massimo segreto militare, dall’Amministrazione statunitense. Ma il Reporter del “Washington Post” Michael Dobbs ha trovato a College Park, in Virginia, presso i National Archives, una mappa con i dettagli del volo e del tentativo d’intercettazione da parte dei MIG sovietici, non appena il velivolo americano entrò in territorio russo.
Una prima squadra di MIG sovietici si alzarò in volo dalla base di Pevek (nella penisola di Chukotka), intercettando l’U-2 mentre volava verso sud, ma non riuscendo ad abbatterlo. Altri MIG levatisi dalla base di Anadyr seguirono l’U-2 in virata verso est, mentre cercava di tornare alla sua base in Alaska.
Dalla base in Alaska fu detto via radio al pilota dell’U-2, il Capitano Charles “Chuck” Maultsby, che si disponeva d’informazioni sul volo e sul traffico aereo sovietico in quel momento nell’area, ma che il pilota non poteva avervi accesso, essendo coperte da segreto militare. A Maultsby fu comunque ordinato di virare a sinistra, fino a quando non fosse stato in grado di avvistare la costellazione di Orione sull’ala destra. In quel modo avrebbe saputo di star volando verso ovest, ossia verso l’Alaska.
Dal Comando aereo in Alaska si levarono poi in volo due intercettori F-102, armati di testate nucleari, con il compito di riportare a casa l’U-2 e di intercettare i MIG sovietici che lo inseguivano. L’aereo-spia americano andò in riserva di carburante non appena uscì dallo spazio aereo sovietico, planando in Alaska a Kotzebue.
Chi abbia installato sul suo computer Google Earth può seguire tutto il volo dell’U-2 semplicemente scaricando il Google Earth layer e aprendolo col programma principale.
Di quest’episodio si era completamente all’oscuro nel pieno della crisi di Cuba. Neppure il Colonnello John A. De Portes, diretto superiore del pilota dell’U-2, ne era al corrente, fino a quando non lo raggiunse una brusca telefonata in cui gli si chiedeva«che diavolo stesse facendo con un aereo sulla Russia».
Le carte d’archivio, sia quelle del Pentagono sia quelle della Casa Bianca, dimostrano che Kennedy e McNamara furono tenuti all’oscuro di tutta questa vicenda per oltre un’ora e mezza dopo lo sconfinamento dell’U-2 in territorio sovietico. Il Segretario alla Difesa convocò precipitosamente, nel pieno della crisi cubana, una riunione coi Capi di Stato Maggiore è informò telefonicamente Kennedy di quello che stava succedendo; quattro minuti dopo McNamara ne informò anche il Dipartimento di Stato. Qui si può leggere il Memorandum del Dipartimento di Stato su quella comunicazione.
Secondo alcune testimonianze, la riunione al Pentagono fu tempestosa e il Segretario alla Difesa l’avrebbe chiusa bruscamente urlando: «Tutto questo significa la guerra con l’Unione Sovietica. Il Presidente deve usare subito la linea rossa con Mosca». Una ricostruzione alquanto inesatta, questa, dato che la “linea rossa” fu istituita dopo, e non prima (né durante) la crisi di Cuba.
La Casa Bianca ebbe alle 14,00, ora locale, di quel 27 ottobre 1962, tutti i dettagli sul caso. Circa mezz’ora dopo l’U-2 atterrava in Alaska. McNamara ordinò prontamente il richiamo di un secondo U-2, che aveva seguito il primo in un’altra missione di esplorazione del Polo Nord; ordinò poi la cancellazione di tutte le altre missioni similari, e l’apertura di un’inchiesta da parte dell’Air-Force.
La gravità della situazione è dimostrata dal messaggio di Kruschev a Kennedy del 28 ottobre, in cui il leader sovietico esprimeva il timore che un aereo “intruso” americano «avrebbe potuto essere scambiato facilmente per un bombardiere nucleare, il che ci avrebbe spinto a compiere un passo fatale».
Va notato che a quarantasei anni di distanza, i risultati dell’inchiesta condotta dall’Air-Force su quell’incidente sono ancora coperti da segreto militare.
Dopo quell’episodio, Kennedy decise di mantenere a terra temporaneamente tutti gli U-2. Ma chi aveva ordinato di sorvolare il territorio sovietico? Poteva un semplice ufficiale aver agito per conto suo, tenendo all’oscuro i suoi diretti superiori? Erano stati impartiti ordini dall’altro, “saltando” i gradi gerarchici?
Sia come sia, sta di fatto che la “Official Air Force History of Maultsby unit” parla di quest’operazione come di un totale successo. Ciò, a mio avviso, significa che ci furono degli ordini precisi, impartiti direttamente o indirettamente dal Pentagono; anche sotto il mascheramento di “missioni polari”. Del resto, la precedente esperienza dell’abbattimento dell’U-2, fatta dall’amministrazione Eisenhower, e la serie di missioni già in programma per questi aerei-spia, e poi annullate da Kennedy, induce a supporre una linea di continuità fra le varie amministrazioni americane, durante la Guerra fredda, nell’approvazione, aperta o coperta, di questo tipo di missioni.