
Durante la crisi di Cuba dell’ottobre 1962, i Sovietici volevano distruggere la base americana di Guantanamo, nell’isola caraibica. In occasione dell’uscita del libro del corrispondente del Washington Post, Michael Dobbs, Minute to Midnight: Kennedy, Khrushchev and Castro on the Brink of Nuclear War, il National Security Archive ha riproposto documenti segretissimi, i quali dimostrano che l’URSS aveva un piano per distruggere la base americana sita a Guantanamo, nell’isola di Cuba.
La notizia è del 4 giugno scorso. «Missili da crociera con testata nucleare erano pronti a distruggere la base navale americana a Guantanamo, nel caso in cui gli apparati militari statunitensi avessero convinto il Presidente Kennedy a invadere Cuba durante la crisi missilistica del 1962 […]. I documenti dimostrano che l’intelligence statunitense aveva identificato armi sovietiche come pezzi di “artiglieria non identificata”, mentre in verità si trattava di missili da crociera, armati con dispositivi nucleari delle dimensioni della bomba di Hiroshima. Essi furono dispiegati entro quindici miglia dalla base di Guantanamo, il 27 ottobre 1962, lo stesso giorno in cui i Capi di Stato Maggiore raccomandavano una generale invasione di Cuba da parte degli Stati Uniti, al fine di distruggere le basi missilistiche sovietiche. Il Presidente Kennedy respinse il suggerimento dei suoi consiglieri militari in favore di una soluzione diplomatica alla crisi, che includesse un’intesa segreta tra suo fratello [Robert Kennedy] e l’ambasciatore sovietico [a Washington]».
Nelle prossime cinque settimane il National Security Archive pubblicherà una serie di documenti chiave su aspetti ancora sconosciuti della crisi di Cuba: in particolare su come furono immagazzinate le armi nucleari date dai sovietici a Castro, sul modo in cui esse sarebbero state controllate e sul confronto navale sovieto-americano intorno all’isola di Cuba, che rischiò di scatenare un terzo conflitto mondiale.